lunedì 16 giugno 2014

PRIVATIZZAZIONI SELVAGGE: IL MALE PEGGIORE

Una nuova ondata di privatizzazioni è in arrivo e potrebbe interessare le società municipalizzate o partecipate dai Comuni e dagli enti locali. Questo significherà che anche i servizi pubblici primari come acqua, energia e trasporti, saranno regolati dalle leggi del mercato e non dal soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. Privatizzazioni a go go. Il fiume delle privatizzazioni ora dovrebbe interessare le società municipalizzate o partecipate dai Comuni e dagli enti locali. Questo significa che migliaia di lavoratori e soprattutto i servizi primari per i cittadini come quelli nel settore dell’energia, dell’acqua e dei trasporti saranno in futuro governati dalle leggi di mercato e non dalla necessità di soddisfare i bisogni dei cittadini. Come pretesto per procedere con la privatizzazione dei servizi pubblici si è scelto il fatto che le le municipalizzate e le società partecipate degli enti locali producono perdite, e si sa che gli sperperi non sono accettabili nel sistema finanziario elaborato dall’Ue. Insomma sembra quasi che vengano spesso diffuse notizie allarmati sugli sperperi dei servizi pubblici per creare un contesto che preluda proprio alla loro privatizzazione. In realtà però privatizzare non vuol dire assolutamente porre fine agli sperperi, basi pensare al caso di Roma con gli alti stipendi dei dirigenti Atac, con tanto di relativo scandalo dei biglietti dell’autobus prodotti in parallelo e che hanno drenato milioni dalle casse dello Stato alle tasche dei privati. Non solo, secondo il Cerved la maggior parte delle società partecipate dagli enti locali che drenano risorse pubbliche, non sono società di servizi primari da fornire ai cittadini (trasporti, energia, acqua, raccolta rifiuti) ma società di “consulenza” a tutti gli effetti. Spesso si tratta di vere e proprie società private o semi-private che fanno consulenze amministrative e gestionali ad enti come Comuni e Regioni. Dati Cerved alla mano il 17,7%delle 5288 società partecipate dai Comuni, sarebbero società privati di consulenza. Non solo, privati vorrebbero accaparrarsi anche le società di utilities in modo da attingere direttamente dai guadagni fissi derivanti dalle bollette. Insomma, quello delle privatizzazioni è un problema reale, e non è possibile affrontarlo partendo dal presupposto che privato equivale a “bene” e pubblico a “male”.

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